Sabato 31 ottobre 2009
Oggi vi porto con me in una gita ai confini della Calabria tirrenica, con breve sconfinamento sino a Maratea (PZ). Stavolta farò a meno del navigatore in quanto conosco le strade come le mie tasche.
La giornata è bella, ma il sole non scalda soprattutto a causa di un forte vento che mi accompagnerà con minor o maggiore intensità lungo tutto il tragitto, sino a martellarmi con vere e proprie raffiche alle quali comunque Nerina farà dignitosamente fronte. La partenza ha luogo alle 9:10; scendo sino a Cosenza e da lì imbocco la trafficata SS107 che mi condurrà, dopo 34 km, sulla costa tirrenica.
Tradizionale sosta obbligatoria a Paola che è il centro più importante dell’alta costa tirrenica, sia perché vi si trova tutto il complesso monastico di San Francesco di Paola, sia perché da qui si dipartono ferrovia e superstrada per Cosenza. L’abitato si svolge in gradinata verso la collina sovrastante la ferrovia, poggiando le ultime case lungo la spiaggia. Alla zona commerciale, che è sorta intorno alla stazione ferroviaria, la cittadina alterna la zona storica, verso la collina e il Santuario, e quella balneare, sulla spiaggia. Tutte le vicende storiche di questo centro si sono realizzate accanto alla figura del grande Santo, vissuto tra il 1416 e il 1507. Se vi recherete al Santuario potrete ammirare il portale di ingresso, di notevole valore architettonico, e visitare la cappella di S. Francesco (fine ’500) che ospita le sue reliquie, il chiostro del XV secolo e le celle dell’antico romitorio. Vi consiglio, inoltre, il “giro dei miracoli”, un itinerario sui luoghi che ricordano gli eventi miracolosi di S. Francesco nei dintorni del Santuario: tra i più noti il macigno pendulo bloccato in bilico mentre precipitava, la fornace dove Francesco fece sorgere dalle fiamme il proprio agnello Martino, e la sorgente fatta scaturire dalla roccia.
Rimontato in sella mi immetto sulla SS18 e mi lascio dietro in rapida successione:
Fuscaldo (a 9 km circa) - si è notevolmente sviluppata nell’ultimo ventennio grazie al movimento turistico che ne apprezza la bella spiaggia;
Acquappesa (a 10 km) - con la recente variante, purtroppo, dal tratto Fuscaldo-Acquappesa viene esclusa Guardia Piemontese Lido che ha guadagnato un’uscita a sé;
Cetraro (a 4 km) - in forte sviluppo turistico, sorge su di una ristretta pianura verde di piante di cedro; la spiaggia è con scogliere nella parte nord -nei pressi del porticciolo con pontile- e si estende per vari chilometri; sul lato nord dell’abitato, sul mare, sono le grotte delle Colonne e dei Rizzi, raggiungibili solo con l’uso della barca;
Cittadella del Capo (a 9 km) - ubicata nella frazione marittima del comune di Bonifati, negli ultimi decenni ha avuto un discreto sviluppo turistico, destino condiviso da tutte le altre località della cosiddetta “Costa dei cedri”;
Sangineto Lido (a 5 km) - la spiaggia più snob della costa;
Belvedere (a 4 km) - uno dei centri più popolati della zona, presenta scogliere sul lato nord; rinomata è la produzione del cedro, interamente lavorato sul posto ed esportato;
Diamante (a circa 10 km) - una delle più interessanti stazioni balneari della Calabria; richiama migliaia di turisti per la bellezza del suo mare e per le ubertose coltivazioni di cedro, le cui lavorazioni -marmellate e succhi- sono interamente esportate;
Cirella (a poco più di 5 km) - è anch’essa in forte sviluppo turistico; a qualche centinaio di metri dalla spiaggia è l’isola omonima -la più piccola delle due isole calabresi-, dalla circonferenza inferiore al chilometro, ricca di grotte ed insenature: sulla sommità si ergono i ruderi di una fortificazione militare, detta Torre dell’Isola di Cirella, costruita nella seconda metà del ’500 per difendersi dai Turchi;
Scalea (a 11 km) - aggrappata alla collina è l’antica Scalea, mentre distesa sulla spiaggia è la nuova città degli alberghi, dei lidi e di un mare pieno di scogli; lungo la spiaggia, su di un’isoletta, è la torre costiera di Talao, nei pressi della quale si trova l’omonima grotta;
Praia a Mare (a 15 km circa) - è il primo centro abitato di una certa dimensione che si incontra entrando in Calabria lungo la riviera tirrenica; a rilevante vocazione turistica, frequentata d’estate –come anche Scalea- soprattutto da turisti campani, può offrire non solo incomparabili bellezze naturali, ma anche monumenti, opere d’arte, aree di interesse archeologico; inconfondibile caratteristica del luogo è l’Isola di Dino, lunga circa 1 km e con perimetro di 4 km, a brevissima distanza dalla costa, di suggestiva bellezza con le sue grotte del Frontone, delle Cascate, del Leone, delle Sardine, con la Grotta Azzurra ricca di riflessi marini. Per ammirare appieno Praia, così come anche Maratea, conviene visitarla in barca;
Tortora (a 3 km circa) - è il primo comune che si incontra entrando in Calabria lungo la riviera tirrenica, subito dopo aver superato il confine di regione costituito dal fiume Noce; la frazione si va molto rapidamente estendendo grazie agli impianti turistici che possiede ed alla vicinanza delle grandi vie di comunicazione nonché delle celebrate località di Praia a Mare e di Maratea.
Da Tortora prendo l’uscita per Maratea-Sapri, entro in Basilicata e in 13,5 km arrivo a Maratea, in provincia di Potenza, l’unico comune lucano ad affacciarsi sul Tirreno. Maratea, definita “la perla del Tirreno”, troneggia nel Golfo di Policastro: è davvero fantastica, uno dei miei luoghi favoriti, ed è un’esperienza unica visitarla su due ruote. Solitamente straboccante di gente, oggi al contrario c’è poco movimento e pochissimi turisti, quindi potrò gustarmela sino in fondo. Più di 30 km sul mare ricchi di insenature, scogliere, grotte, scoscendimenti e piccole spiagge, con il Massiccio del Pollino ad incorniciare il Tirreno offrendo un superbo contrasto mare-monti. Il tutto dominato dalla Statua del Cristo Redentore, un’opera realizzata nel 1965 in cemento armato misto a marmo di Carrara che raffigura Gesù dopo la Resurrezione e che si trova sulla cima del Monte San Biagio, a più di 600 metri di altezza; posta tra i ruderi del Castello, ossia l’antica Maratea, vi si accede tramite una scalinata di pietra: sotto di essa un singolare belvedere da cui si può ammirare la costa in tutta la sua magnificenza. Alta 21 metri, con un’apertura di braccia pari a 19 metri, pesante circa 400 tonnellate, è la statua più grande d’Europa, seconda nel mondo solo a quella del Cristo Redentor di Rio de Janeiro. Il suo autore, Bruno Innocenti, l’ha così spiegata: «…non un urlo dal mare verso le valli, ma un pacato richiamo ad accogliere e a raccogliere, a rinfrancare la speranza. Il candore della materia che la comporrà potrà richiamare alla mente le note di bianco su cui martella il mare nelle molteplici insenature dei golfi vicini, dove i bianchi ghiaioni contrastano fortemente con il colore incomparabile di questo mare e con il verde lussureggiante delle pendici digradanti. E le linee di forza della statua mi sono state evocate dalle possenti torri costiere qui disseminate come fari». Ai piedi della Statua sono completamente solo: qui fa proprio freddo, un vento gelido spazza via tutto e taglia la faccia, ma è impossibile non sostare per farsi tutt’uno con lo scenario.
Ma intanto il tempo è corso via veloce e sono quasi le 14:00; per un attimo mi balena l’idea di tirar dritto fino a Palinuro, ma un momento dopo penso che nei dintorni c’è uno dei miei locali preferiti, dove si mangia dell’ottimo pesce e si beve un vino ancor migliore, e allora … pardon, vi prometto che prossimamente ripartirò proprio da questo punto e vi guiderò lungo il Cilento meridionale.
Dunque, ricordatevi questo nome: “Da Cesare”, in Località Cersuta di Maratea. Un succulento antipasto di mare, un’abbondante paradisiaca porzione di linguine al nero di seppia, quasi un litro di frizzante vinello bianco locale, caffè ed ammazzacaffè, il tutto condito da quattro chiacchiere in amicizia; ma anche più di due ore per smaltire a dovere gli effetti dell’alcool. Dopo di che è giunta l’ora di tornare a casa. Il programma prevedeva il ritorno in autostrada, ma temo che il tratto fra Morano e Castrovillari possa essere stato chiuso per il vento troppo forte; così torno indietro per la stessa strada, ammirando il panorama avvolto nel primo crepuscolo, in compagnia degli Emerson Lake & Palmer. Il traffico è notevolmente aumentato, il vento più intenso, i riflessi un po’ appannati, quindi sono obbligato a guidare piano, calmo e tranquillo -tanto ormai mi avranno dato per disperso (quando esco in moto tengo rigorosamente spento il telefonino)-: troppo calmo e tranquillo, dato che quando arrivo sono le 19:45!
Alla prossima gita!
km percorsi 272,6
consumo effettivo 32,9 km / lt
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